Al via ci sono anche i bresciani Bisolti, Bosio e Carini. Luci accese su Montaguti. Il corridore della Gavardo-Tecmor per la prima volta con la maglia Tricolore d'Elite.

 

Centoventi attori più o meno bravi, più o meno promettenti alla ricerca della consacrazione che solo il trofeo Città di Brescia può offrire agli aspiranti primattori. Scatta questa sera alle ore 20,15 la rincorsa alla gloria sportiva dei dilettanti Elite e Under 23 in corsa per il successo nell'undicesima edizione dela corsa internazionale organizzata dal gruppo sportivo presieduto da Fermo FiorI che, metterà in palio anche i Memorials Rino Fiori e Emilio Volpi unitamente alle medaglie d'oro che ricorderanno Bruno Boni, Gianni Savoldi, Mario Colosio e Tino Delpietro. L'elenco degli iscritti è aperto dal neo tricolore Elite Matteo Montaguti (Gavardo tecmor) succeduto nell'abo d'oro dei campionati italiani a Marco Cattaneo anch'egli al via un anno fa e presente pure questa sera per andare all'attacco dell'ennesima vittoria di un a stagione già ricca di successi. Montaguti contro tutti verrebbe da dire, ma il corridore di Meldola approdato alla corte di Gabriele Scalmana, Antonio Inzoli e Gaetano Mora un paio di anni fa ha fatto sua la filosofia del Gs Gavardo Tecmor e non si lascia andare a trionfalismi di sorta. Modestia, impegno e correttezza sono alla base delle sue affermazioni e nemmeno la maglia tricolore gli farà cambiare idea sul come intende lui ed i suoi dirigenti il ciclismo.. Montaguti comunque sicuramente protagonista perchè dopo i festeggiamenti in Emilia Romagna è tornato a Gavardo per preparare la prima da campione italiano con la consueta circospezione. Con lui andranno a caccia della vittoria numerosi corridori di valore. Di Marco Cattaneo s'è detto in precedenza, ma altri papabili alla vittoria sono il suo compagno di squadra Sergey Rudaskov, Maurizio Girardini, Cristiano Monguzzi, Salvatore Mancuso, Athos Pedretti, Cristopher Bosio, Giovanni Carini, Vitaly Buts, Andrius Buividas, Cristian Benenati, Enrico Montanari, Francesco Ginanni, Alessandro Bisolti, ed i numerosi stranieri annunciati al via. Il ciclismo bresciano negli ultimi quattro anni ha dominato gli antagonisti centrando il bersaglio con Roberto Savoldi, Claudio Corioni, Matteo Bono e Roberto Ferrari. Le speranze di cogliere il pokerissimo sono affidate quindi a Bosio, Bisolti, Carini ed è un vero peccato non sia della partita Simone Ponzi da ieri sera in gara al Giro del Veneto perchè davvero la Leonessa avrebbe potuto lasciare nuovamente il segno. Il terzetto che capeggia il drappello di casa comunque è pronto a dare battaglia e chissà non tocchi proprio al "Biso" fare la differenza sui tornanti più duri del Castello. Il Trofeo Citta di Brescia nato dalle ceneri del Trofeo Amedeo Guizzi nonostante sia giunto soltanto all'unidcesima edizione vanta già un albo d'oro di grande prestigio perchè tra i vincitori figura quel Luca Paolini che per anni è stato il luogotenente più importante del campione italiano, olimpionico e mondiale Paolo Bettini. Come dire che la maggiore età non è stata ancora raggiunta ma esistono i presupposti per festeggiarla alla grande. GrazIe anche all'inventiva degli organizzatori che hanno rispolverato un arrivo di sicuro successo dove il 17 maggio del 1964 Michelino dancelli vinse la seconda tappa del Giro d'Italia scattata da Riva del Garda conquistando nel contempo anche la maglia rosa. Unico bresciano adesserci riuscito finora: un'accoppiata esaltante che mandò in solluchero le migliaia di tifosi presenti insieme al compianto Prof. Bruno Boni. Proprio nel ricordo di quella straordinaria giornata il Trofeo Città di Brescia riparte con la consapevolezza di riprovare le emozioni dei primi dieci anni. E nel voltarsi indietro occorre anche ricordare i protagonisti bresciani del Trofeo Amedeo Guizzi, terra di conquista per Orfeo Pizzoferrato (quattro volte primo), Mino denti, Ferruccio Manza, Mario Anni, Enrico Camanini, Aldo Parecchinim Dante Zorzi, Roberto Visentini, Alessandro Bettoni, Domenico Perani, Marco Tabai, Stefano Faustini, tutta gente che ha fatto la storia del nostro ciclismo.