La Corsa dedicata agli amici. Si corre in memoria di Boni, Savoldi, Fiori, Colosio, Volpi e Podetta. Questa sera gli organizzatori ricorderanno alcuni personaggi scomparsi negli anni scorsi

 

Una corsa in notturna per la delizia dei tifosi di ciclismo e per ricordare cinque personaggi che hanno dato molto al mondo politico, amministrativo, imprenditoriale e sportivo di Brescia e provincia. Un modo straordinario per ricordare che ci ha preceduto e che da lassù governano i passi di chi si è messo in testa di regalare agli sportivi italiani una rappresentazione straordinaria, forse la più suggestiva del panorama ciclistico mondiale.

Questa sera pedaleranno insieme ai corridori Bruno Boni, Gianni Savoldi, Rino Fiori, Emilio Volpi e Mario Colosio che per un motivo o per l'altro sono stati degli autentici giganti nei settori di pertinenza.

Bruno Boni è stato a lungo il sindaco del nostro capolouogo, forse il primo cittadino d'Italia più sportivo a giudicare da quello che è riuscito ad organizzare quasi senza soluzione di continuità. Mille Miglia, Trofeo Guizzi, Trofeo Città di Brescia, numerose tappe del Giro d'Italia, una partenza del Giro di Lombardia, campionati del mondo del 1962, alcuni arrivi del Trofeo Baracchi costituiscono soltanto alcuni degli avvenimenti sportivi che l'hanno visto in prima fila, in talune circostanze con alcuni compagni di viaggio, in altre con qualche altro. Ma lui era sempre il faro capace di catalizzare l'attenzione generale e non di rado di prendere decisioni per consentire lo sviluppo positivo delle iniziative. Non è un caso che proprio lui insieme al Tino, a Fermo, a Silvestro sia riuscito a mantenere in vita la corsa in notturna che si corre questa sera. La sua passione non disgiunta da capacità organizzative assolutamente eccezionali hanno consentito di mantenere nell'olimpo delle manifestazioni ciclistiche la corsa della notte, ottenendo mediante Giancarlo Ceruti e Gianni Sommaria la possibilità di in­serirla anche nel calendario internazionale dove tuttora figura.

Gianni Savoldi è stato avveduto amministratore locale e deputato al Parlamento per tantissimi anni. Ha rappresentato per i bresciani un punto di riferimento costante e non di rado i suoi interventi a Roma sono stati decisivi per la realizzazione di importanti progetti nella nostra provincia. Nella giunta di Bruno Boni ha ricoperto anche il ruolo di vice-sindaco a conferma del suo elevato valore morale e amministrativo. Amante, della politica come pochi ha tenuto a battesimo numerose iniziative che hanno fatto grande Brescia e provincia e proprio per questo motivo viene ricordato con grande affetto. Rino Fiori rappresenta la laboriosità bresciana fatta uomo. E' morto mentre era impegnato in una grande realizzazione in Mozambico in età ancora molto giovane. Quando è giunta la notizia della sua scomparsa nel Bresciano il mondo imprenditoriale è rimasto di sasso. I familiari scossi fino all'inverosimile, ma quando la notizia ha trovato conferma dopo i lanci d'agenzia si è capito di che stoffa era fatto perchè tutta la provincia si è stretta attorno ai suoi cari. Suo fratello Fermo lo ricorda fin dalla prima edizione della corsa della notte perchè intende portarlo come esempio a chi lo conosce e che come lui è aduso a sgobbare sodo per fare crescere le proprie aziende e dare lavoro e credibilità a chi gli sta attorno. Rino Fiori vive insomma nei cuori di chi l'hanno amato ed è st­mato anche da chi non l'ha conosciuto perchè se una corsa reca come sottotitolo il suo nome vuoI dire che davvero lo meritava.

 

Emilio Volpi è stato compagno di viaggio di Fermo Fiori per tantissimi anni. Sono cresciuti insieme non perdendo mai di vista l'importanza della stima e della collaborazione. Con Fiori è stato anche compagno d'avventura nell'organizzazione della tappa del Giro d'Italia del 2000 e per alcune edizioni del Città di Brescia. Nonostante la malattia lo tormentasse da mattina a sera è stato presente alle riunioni ed alla corsa fino all'ultimo minuto. Poi dopo avere vinto tante corse, leggi le realizzazione di alcune aziende nel settore alimentare, ha dovuto giocoforza cedere al male che lo minava da tanto tempo. Mario Colosio infine, già protagonista del Trofeo Guizzi in bicicletta, quindi imprenditore avveduto (ha creato l'Olimpic Sauna che ha saputo fare crescere moltissimo confidando anche sulle qualità eccezionali del fratello Beppe anch' egli ex corridore del Pedale Bresciano come lui), che nonostante il fisico non è riuscito a debellare un male oscuro. Fermo Fiori non l'ha conosciuto ma quando gli hanno raccontato alcuni episodi che lo riguardavano non ha avuto tentennamenti nell'inserirlo tra le persone da ricordare per sempre. Quella di questa sera sarà quindi non soltanto una corsa internazionale in notturna ma anche una celebrazione di coloro che hanno fatto grande la nostra provincIa impegnandosi nei più disparati settori "

 

Angiolino Massolini

 

L'idea, di Mario Podetta ha reso grande l'evento

Aveva ragione Mario Podetta quando tantissimi anni fa decise di fare disputare il trofeo Amedeo Guizzi in notturna perchè da quella volta la corsa raggiunse un altissimo livello spettacolare ed in pratica consenti alla stessa di assurgere a livelli di assoluta eccellenza.

L'idea di Mario Podetta non piacque subito ma col trascorrere degli anni il successo crebbe a dismisura ed alla fine tutti concordarono sulla bontà dell'iniziativa. Mario Podetta prima di diventare consigliere e direttore sportivo dello Sport Club Brescia era stato un buon atleta calcando le piste e le pedane di tutta Italia dove raccolse anche alcuni allori importanti. Fu poi ispettore della federciclismo prima di guidare alla vittoria numerosi atleti di valore, in primis Giovanni Frusca, Orazio Bertazzoli, Fiorenzo BrescianI; Annibale Franchini, Domenico Perani e tante altre giovani promesse del movimento ciclistico di casa nostra che lo ricordano ancora con immutata stima ed affetto. Uomo tutto d'un pezzo non era aduso a scendere a compromessi e forse proprio per questo motivo non fece carriera all'interno della federazione ciclistica mentre altri personaggi certamente non alla sua altezza riuscirono ad arrivare in alto, senza peraltro lasciare traccia del loro impegno. Podetta grande amico di Amedeo Guizzi, nonchè di Bruno Boni e Vincenzo Torriani fu presente in via Dei Mille a dirigere l'organizzazione insieme a.Lamberto e Giulio Guizzi e gli altri dirigenti del club di via Apollonio e poi via Maternini con grande sagacia e di lui si ricorda soprattutto lo stile: non perdeva mai la calma nemmeno nei momenti più delicati e proprio per questo ci piace ricordarlo con i suoi capelli bianchi, la cravatta ben sistemata sulla camicia bianca e l'inappuntabile giacca che faceva tanto gentlemen.

Podetta l'innovatore quindi che seppe regalare un grande spettacolo al pubblico completamente gratis andando financo controcorrente. La corsa della notte prima di divenire tale era stata comunque una rappresentazione degna di qualsivoglia palcoscenico e nella sua prima edizione regalò il titolo lombardo allievi a Mino Denti, che successivamente fu anche terzo (quando vinse Macchi e fu riservata ai professionisti) ed altre tre volte tra i primi cinque.

Grande intuizione del Gran Vecchio quindi che sapeva leggere nel futuro ed a circa quarant'anni da quellinnovazione è giusto riconoscergli il merito perchè questa corsa ci viene invidiata da tutti. Come tutte le manife­stazioni che si rispettano anche questa vanta un aneddoto che ha per protagonista Orfeo Pizzoferrato già azzurro su pista: e nella 100 chilometri e grande collezionista di maglie tricolori.

Correva l'anno 1979 ed in odore di Trofeo Guizzi il Pizzo lasciò il ritirono collegiale con gli azzurri della pista per poter correre ancora una volta la sua corsa già vinta tre volte. Per lucrare un ingaggio a Mario Podetta gli telefonò dicendogli che era: in ritiro con la nazionale ma se lo Sport Club Brescia gli avesse pagato le spese sarebbe venuto di corsa a Brescia per schierarsi al via. Mario Podetta però non abboccò perchè già allora aveva in casa un attrezzo elettronico che segnalava i numeri di telefono che volevano mettersi in contatto con lui Pizzoferrato era naturalmente all'oscuro del fatto e pensava di convincere quello che fu il maestro di suo fratello a sborsare qualche liretta. Podetta però lesse sul congegno elettronico il numero che era nel circondario di Brescia e con fare deciso, disse al Pizzo: cerca di smetterla alla svelta di prendermi in giro perchè so che telefoni da una cabina telefonica a Brescia. Ed in effetti era proprio così perchè alla fine l'azzurro di casa nostra alla fine si mise a ridere affermando che il giorno dopo sarebbe stato al via della corsa. Che detto per inciso vinse per la quarta volta davanti a Salvatore Lorefice, un siciliano che correva per la squadra guidata da Paolo Dotti, che in via Vittorio Emanuele II fu costretto alla resa quando l'avversario innestò il turbo.